19/01/2009 Intervista del Sole 24 Ore a Stefano Zamagni
«Per il Terzo settore questa crisi rappresenta un momento di crescita, dal quale l′economia civile uscirà rafforzata. Il non profit, in particolare, sta incominciando a capire che non può legare la propria attività al ciclo economico, ma deve diventare autonomo e, accanto all′azione di trasferimento, che è propria del privato sociale, deve imparare a produrre ricchezza, assumendo il ruolo di impresa civile»
Così Stefano Zamagni, 65 anni, ordinario di Economia politica all′Università di Bologna e presidente dell'Agenzia per le Onlus legge il delicato momento che le organizzazioni senza scopo di lucro stanno vivendo, strette fra l′esplosione di nuovi bisogni e la contrazione delle risorse
E' una fase di passaggio, nella quale,comunque, nella quale il privato sociale sta dimostrando una buona capacità di reazione. Si possono gettare le basi per una futura crescita?
Il Terzo Settore non può limitarsi a migliorare le condizioni di vita delle persone, ma deve pensare a migliorare le loro capacità. La differenza non è un fatto nominale, ma è sostanziale. Ad oggi, sia nell′immaginario collettivo, sia nella prassi operativa prevale ancora la logica della redistribuzione: di fronte alle emergenze il non profit da un lato riceve, dall′altro eroga. Questa è la funzione del privato sociale, che sta assolvendo bene al proprio compito.
Può bastare o la recessione impone altri parametri?
La crisi ci obbliga a capire che i tempi della funzione di trasferimento si stanno esaurendo e che la sfida del futuro è quella di migliorare le capacità di vita, attraverso il privato civile.
Con quali strumenti normativi?
Innanzitutto con l′istituzione di una Borsa sociale, senza la quale non si riusciranno mai a trovare modalità innovative di finanziamento per i soggetti non profit che vogliono produrre ricchezza. In secondo luogo, occorre cambiare l′impianto del libro primo del Codice civile, relativo alla disciplina delle associazioni e fondazioni, in modo da consentire a questi soggetti di svolgere funzioni di economia civile e non solo sociale.
In questo processo anche l'Agenzia per le Onlus può giocare un ruolo?
L′attuale Governo ha espresso concretamente la propria fiducia nel nostro operato, tanto che, dopo due annualità al ribasso, quest′anno potremo contare su una dotazione più ricca (oltre 2,5 milioni di euro, ndr). Da parte nostra c′è la piena disponibilità a supportare le politiche di contrasto alla povertà, per esempio con un ruolo attivo nell′implementare la distribuzione delle social card sul territorio.
Articolo a cura di Elio Silva
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