26/10/2009 Il cantiere sociale crea lavoro
Secondo Unioncamere emergono «segnali incoraggianti» per l’occupazione nelle imprese sociali. Dopo 5 anni di robusta crescita nelle assunzioni (+47% dal 2003), nel periodo 2007/2009 le assunzioni di laureati sono cresciute del 6,1% e quelle dei diplomati del 2,1%; il totale dei dipendenti è di circa 325mila unità di cui il 97% impiegate in imprese di servizi. A livello geografico, la maggior parte dei dipendenti di imprese sociali è al Nord Ovest (36,8%).
«L'impresa sociale regge bene alla crisi - commenta Claudio Gagliardi, neo-segretario generale di Unioncamere - innanzitutto grazie alle proprie caratteristiche settoriali, essendo focalizzata su ambiti, quali la sanità, l'assistenza e l'istruzione, di crescente importanza in tutte le economie avanzate. Sono di rilievo, per , anche i frutti delle qualità organizzative: è aumentata di sei punti, negli ultimi tre anni, la quota dei laureati sul reclutamento totale».
Il futuro dell'impresa sociale è stato anche al centro dei lavori delle Giornate di Bertinoro dell'economia civile , organizzate a Bertinoro (Forlì) da AICCON, associazione per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit. Per Paolo Venturi, direttore nazionale dell'ente, la nuova veste giuridica si segnala, sul piano economico, per due caratteristiche. «La prima - spiega - è una maggiore concentrazione dell'occupazione al Nord, cosa che, tenuto conto della maggiore rilevanza del Mezzogiorno in termini di numero di imprese evidentemente implica l'adozione di formule organizzative più ampie e strutturate nelle realtà centrosettentrionali. La seconda particolarità riguarda, invece, il contributo occupazionale delle imprese di maggiori dimensioni,quelle con almeno 50 dipendenti, nelle quali si concentrano circa i due terzi degli occupati». «Nel complesso - aggiunge Flaviano Zandonai, segretario generale di Iris Network, la reten azionale degli istituti di ricerca sull'impresa sociale - il comparto presenta già una buona strutturazione, un valore della produzione intorno ai 10 miliardi di euro e circa 10 milioni di utenti. Ma il potenziale di crescita resta ancora largamente inespresso».
Scarica il pdf dell’articolo a cura di Elio Silva, Il Sole 24 Ore