21/10/2008 n.53 - Apertura dell'economico alla relazionalità
a cura di Melania Verde, Università di Napoli Parthenope
INTRODUZIONE
Come è ampiamente noto l’economia nasce come scienza della “pubblica felicità”. In particolare, gli italiani Antonio Genovesi e Pietro Verri sono stati i primi a considerare le relazioni personali un bene in sé e ad indicare nella partecipazione alla vita civile la fonte della pubblica felicità. Poi l’eclissi. Il pensiero neoclassico ha oscurato la felicità: l’economia diventa la scienza che studia il mercato come luogo in cui individui razionali si scambiano beni e servizi per soddisfare preferenze esclusivamente soggettive. Le relazioni personali diventano puramente strumentali: servono a procurarsi cioè altri beni e servizi, non sono un bene in sé. Le scelte economiche sono guidate esclusivamente dall’auto-interesse. Il paradigma interpretativo dell’homo oeconomicus porta i diversi soggetti ad adottare comportamenti ottimizzanti.
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