Il valore delle Case di Quartiere per la città di Reggio Emilia

AICCON ha accompagnato il Comune di Reggio Emilia in un percorso di ricerca volto ad analizzare e valorizzare il ruolo delle Case di Quartiere come dispositivi strategici delle politiche di prossimità.

Il lavoro si è concluso con la pubblicazione del report “Il valore delle Case di Quartiere per la città di Reggio Emilia – Prospettive di sostenibilità e nuove strategie di policy”, uno strumento di lettura e orientamento pensato per sostenere il rafforzamento e lo sviluppo della rete cittadina. 

Le Case di Quartiere rappresentano oggi uno dei modelli più interessanti di infrastruttura civica leggera ad alta densità relazionale. Non sono semplicemente luoghi fisici destinati ad attività sociali o ricreative, ma veri e propri dispositivi per la coesione che tengono insieme relazioni di comunità, servizi locali, progettualità condivise e partecipazione attiva. Nel caso reggiano, la loro evoluzione si inserisce all’interno del piano “QUA – Il Quartiere Bene Comune”, lanciato nel 2015 come infrastruttura permanente di partecipazione e co-progettazione tra amministrazione e cittadinanza. 

In questo quadro, la prossimità non è intesa come semplice decentramento amministrativo o come criterio spaziale. È una postura politica e progettuale: una modalità di costruzione dell’azione pubblica capace di riorientare le politiche urbane verso modelli collaborativi, generativi e territorialmente situati. Le Case di Quartiere diventano così presidi civici che abilitano processi di cittadinanza attiva, rafforzano legami sociali e contribuiscono alla costruzione di un welfare locale partecipativo. 

Un framework per leggere il valore multidimensionale 

Il percorso di ricerca condotto da AICCON si è articolato in quattro fasi e ha combinato analisi qualitativa, confronto partecipato e raccolta di dati quali-quantitativi. L’obiettivo non era semplicemente descrittivo, ma trasformativo: costruire uno strumento operativo in grado di leggere e orientare il valore generato dalle Case di Quartiere. 

Il valore è stato dunque definito attraverso un processo di co-costruzione svolto insieme alle Case stesse, a partire da un lavoro di ascolto e confronto. Ne è emerso un framework multidimensionale che considera tre livelli di impatto: 

✔️ le persone, in termini di sviluppo di legami, risposta ai bisogni emergenti, attivazione civica e volontariato di prossimità; 

✔️ le organizzazioni, con attenzione a governance, competenze, sostenibilità e cooperazione territoriale; 

✔️ i quartieri e la città, in termini di coesione sociale, cura dei luoghi, sviluppo territoriale a base comunitaria e ricadute economiche locali. 

Questo impianto ha consentito di superare una logica di misurazione centrata sulla sola performance, per adottare una prospettiva capace di leggere connessioni, traiettorie evolutive e potenzialità di sistema dal livello micro della persona al livello macro del territorio-quartiere e territorio-città. 

Una rete in trasformazione 

Alla rilevazione hanno partecipato nove Case di Quartiere (Catomes Tôt, Gattaglio, Gramsci – La Casetta, La Mirandola, Orti Montenero, Rosta Nuova, Spallanzani, Sergio Stranieri e Tricolore), ma il processo riguarda un sistema più ampio: oggi 21 centri sociali su 27 hanno sottoscritto una convenzione con il Comune e sono stati formalmente riconosciuti come Case di Quartiere. 

La transizione da centri sociali tradizionali a Case di  Quartiere ha rappresentato non solo un cambiamento organizzativo, ma un riposizionamento culturale. Le Case si configurano come modelli ibridi che coniugano volontariato, servizi di prossimità, co-progettazione con l’amministrazione, reti di solidarietà e innovazione sociale. La loro capacità di adattarsi a bisogni complessi e mutevoli – dall’invecchiamento della popolazione alla partecipazione giovanile, dalla rigenerazione urbana alla lotta all’isolamento – costituisce uno degli elementi più rilevanti emersi dalla ricerca. 

Uno strumento per le politiche future 

Il report non si limita a restituire un’analisi, ma propone indicazioni di policy per rafforzare sostenibilità economica, governance, competenze e connessioni reticolari della rete delle Case di Quartiere. 

La “cassetta degli attrezzi” costruita – framework, set di indicatori e strumento di rilevazione – rappresenta un dispositivo operativo pensato per il monitoraggio, la valutazione e il riorientamento strategico delle scelte future. In questa prospettiva, la valutazione diventa parte integrante del processo di apprendimento collettivo e di innovazione amministrativa. 

La ricerca conferma che le politiche di prossimità, quando sono sistemiche e sostenute da strumenti adeguati, possono contribuire a generare coesione sociale, sostenibilità urbana e partecipazione democratica. Le Case di Quartiere, nel caso di Reggio Emilia, costituiscono un laboratorio avanzato di questa trasformazione. 

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