Durata: 16-17 ottobre 2025
Soggetti coinvolti: AICCON, Confcooperative Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna
Ospitata dalla cooperativa di comunità Il Poggiolo – Rifugio Resistente, si è svolta nell’ottobre 2025 la prima edizione della Scuola Politica Cooperativa di Monte Sole, promossa da Confcooperative Emilia-Romagna in collaborazione con AICCON.
L’iniziativa ha avuto l’intento di rilanciare il tema del futuro della rappresentanza alla luce delle sfide contemporanee, muovendo da un’idea di cooperazione come realtà aperta, chiamata a costruire alleanze con tutti gli attori del territorio e a promuovere un concreto ricambio generazionale. La scelta del luogo non è stata casuale: Monte Sole, teatro di una delle pagine più drammatiche della Resistenza italiana, ha offerto alla Scuola una cornice di forte densità simbolica, capace di richiamare il legame storico tra impegno civile, comunità e cooperazione.
La particolarità della Scuola è consistita nell’aver costituito un gruppo di partecipanti volutamente eterogeneo, composto da giovani cooperatori, studenti universitari e practitioner, messi nella condizione di confrontarsi direttamente con amministratori pubblici, rappresentanti dell’associazionismo, docenti universitari e altri cooperatori. Questa pluralità di sguardi e di generazioni ha permesso di restituire alla rappresentanza una dimensione realmente plurale e generativa, superando le consuete distinzioni tra ruoli istituzionali, mondo accademico e base cooperativa.
Il filo conduttore dei lavori è stato quello di spronare esperti e partecipanti a interrogarsi su quale debba essere il contributo del movimento cooperativo rispetto alle sfide sistemiche che stanno ridisegnando le logiche di sviluppo, tanto a livello locale quanto globale. Da qui la necessità di un ripensamento del ruolo e delle forme della rappresentanza, che non può più essere giocata secondo una logica settoriale, ma deve saper ragionare in termini di missioni e sfide di territorio. Un impulso significativo in questa direzione arriva anche dalla progressiva affermazione del paradigma dell’economia sociale, che richiede proprio la capacità di immaginare economie diverse e, di conseguenza, differenti modelli di creazione e scambio di valore.
Per queste ragioni la Scuola non ha voluto essere soltanto una cornice entro cui far dialogare soggetti diversi, ma ha inteso proporre un metodo preciso di confronto con il presente: un metodo che interroga in maniera radicale il senso stesso dell’impresa cooperativa, ponendo le basi per le edizioni successive dell’iniziativa.
Parole chiave: cooperazione di comunità, cooperazione sociale, rappresentanza politica, Confcooperative, giovani imprenditori cooperativi
Team: Andrea Baldazzini, Sara Giannulo