Al via la Riforma del Terzo settore
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I Csv a lezione di valutazione dell’impatto sociale
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Presentato il rapporto I.T.A.L.I.A. 2017

C’è un’Italia appassionata e apprezzata nel mondo, che produce ricchezza puntando su qualità e innovazione. Un’Italia di cui essere orgogliosi di cui spesso, però non c’è piena consapevolezza. Il rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Fondazione SymbolaUnioncamere e dalla Fondazione Edison.

Il capitolo “Localismo e Suddiarietà” è stato realizzato con il contributo di AICCON, ed in particolare di Paolo Venturi e Sara Rago.

Nella produzione ed erogazione di servizi il nostro Paese non raggiungerebbe mai l’attuale grado di welfare se non potesse contare sul contributo della variegata galassia del Terzo settore. In Italia sono oltre 6,6 milioni coloro i quali si impegnano in maniera gratuita per gli altri. Un piccolo “esercito” della solidarietà che, in questo momento storico, contribuisce a mantenere coese le comunità, ad attutire le disuguaglianze e a far fronte anche alle emergenze, non ultima quella del terremoto, in cui il supporto della Protezione Civile, con i suoi circa 800 mila volontari, è stato fondamentale.

L’Italia è seconda in Europa, dopo la Francia, per incidenza di addetti dell’economia sociale sul totale dell’economia, con l’8,8%. All’interno di questa classifica, l’Italia si caratterizza, rispetto ai suoi competitor europei, per una prevalenza degli occupati delle cooperative, che rappresentano il 65,9% del totale degli addetti italiani dell’economia sociale, a dimostrazione della rilevanza che la dimensione produttiva del Terzo settore ha nel nostro Paese.

L’Italia è inoltre l’unico Paese europeo a contare più di un milione di cooperative, contro le 860 mila della Germania, le 528 mila della Spagna, le circa 308 mila della Francia e le 222 mila del Regno Unito.