
Fragilità e disuguaglianze nei territori: pubblicato il Monitor
22 Giugno 2026
Le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile 2026
20 Luglio 2026Articolo di Andrea Baldazzini (Responsabile area Welfare e Economia Sociale) e Serena Miccolis (Responsabile area Impatto Sociale AICCON)
Le Case di Quartiere sono diventate un punto di riferimento essenziale per la vita urbana, non solo come luoghi di socializzazione, ma in quanto veri e propri presidi civici, capaci di coinvolgere la cittadinanza e co-costruire risposte “leggere” rispetto una pluralità di bisogni tipici degli odierni contesti urbani.
A Reggio Emilia, il percorso fatto sulle Case di Quartiere (CdQ) nasce infatti da una precisa visione di policy che ha cercato di impostare una diversa relazione con i quartieri, con le forme già esistenti della partecipazione civica, con il mondo del Terzo settore e con il sistema pubblico dei servizi alla persona. Al centro è stato messo l’impegno per realizzare una vera politica di prossimità, che qui ha trovato una concreta sperimentazione di carattere pluriennale.
Come sottolinea il Vicesindacodi Reggio Emilia Lanfranco de Franco: “Abbiamo lavorato per impostare a Reggio Emilia un modello di città collaborativa in cui i diversi soggetti siano corresponsabili nella programmazione e gestione di servizi di utilità pubblica e sociale. Con questa visione abbiamo interpretato i quartieri come l’unità di misura ideale per lo sviluppo del dialogo pubblico-privato, per una partecipazione effettiva in termini di corresponsabilità e per la sperimentazione di servizi ibridi capaci di rispondere alle richieste della comunità di riferimento”.
In questo quadro il percorso di ricerca e accompagnamento svolto da AICCON insieme al Comune, ha reso possibile co-costruire con le stesse CdQ un sistema di indicatori per la lettura e rappresentazione del loro valore per la città, utilizzato poi in una prima sperimentazione con un gruppo di 9 realtà. L’assunto di partenza è stata la convinzione che il loro valore non si esaurisce nelle attività che propongono, ma nel loro essere inserite in un tessuto relazionale e per questo nel volere essere motore di cambiamento per l’intero quartiere: è stato proprio il tentativo di leggere questo cambiamento che ha guidato la ricerca.
Ancora de Franco: “Il percorso sulle Case di Quartiere ha realizzato concretamente la visione di una prossimità utile per gli obiettivi di coesione e Non più solo spazi ricreativi e di aggregazione ma luoghi portatori di nuovi significati e servizi, in grado di favorire il dialogo interculturale e intergenerazionale, di diventare centri di sviluppo di nuovi modelli di servizi e di nuove economie collaborative, centri aggregativi di nuove socialità e nuove idee per progetti che intercettino i bisogni dei territori e dei loro abitanti”.
Figura 1 – Il framework di analisi del valore della rete delle CdQ

Nell’ambito della ricerca il valore della rete delle Case di Quartiere è stato riletto e rappresentato su tre livelli di analisi relativi a persone, organizzazioni e territorio. Per ciascun livello sono state poi individuate un insieme di dimensioni e sotto-dimensioni di analisi (figura 1), a loro volta lette a partire da un insieme di indicatori quali-quantitativi mediante i quali è stato possibile raccogliere un ricco patrimonio informativo direttamente dalle singole CdQ incluse nel campione. Nel report disponibile a questo link si pò trovare la sintesi del percorso svolto e delle sue evidenze.
Affinché le CdQ possano crescere e continuare a svolgere questo ruolo fondamentale, è però necessario un forte sostegno politico e istituzionale. Il supporto pubblico va strutturato in modo da garantire una sostenibilità finanziaria che vada oltre i bandi occasionali, puntando invece su un mix di entrate che includa risorse interne, convenzioni con enti pubblici e privati, e attività generatrici di valore come la valorizzazione degli spazi.
Inoltre, è fondamentale che le CdQ possiedano una governance condivisa che coinvolga le comunità locali, in modo che possano rispondere in modo più mirato ed efficiente alle esigenze del territorio.

Per riuscire in questo passaggio a infrastruttura leggera e capillare per le politiche sociali, è emersa come decisiva la loro capacità di fare rete: è proprio per questo motivo che parliamo del valore della rete delle CdQ, non da intendersi come mera somma dei valori delle singole CdQ.
Quello che preme in sintesi evidenziare è che adottando una capacità di lettura e visione adeguata relativamente al valore per la città di queste esperienze, è possibile riconoscere loro un futuro all’interno del sistema di welfare cittadino valorizzandone non solo il portato storico, ma anche la capacità di aprire un ponte intergenerazionale e di configurarsi come autentiche istituzioni del domani.
Come afferma de Franco: “La sfida della collaborazione multi-attoriale e della prossimità delle soluzioni non è solo un tema di efficienza, data la progressiva riduzione di risorse pubbliche. Si tratta, piuttosto, di una questione valoriale o politica, in quanto il governo di una comunità e di un territorio dipende da interdipendenze e alleanze di scopo, e di una scelta di coesione sociale che deve passare dal rimettere al centro le comunità dei territori e la loro capacità di inclusione.”




