
Il lavoro che trasforma
11 Giugno 2026Il Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze nasce da una collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale, AICCON, il Research Department di Intesa Sanpaolo e SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. L’obiettivo è offrire una chiave di lettura integrata delle principali dinamiche economiche e sociali che attraversano il Paese.
Alla base del progetto vi è una convinzione: fragilità e disuguaglianze non si manifestano mai in modo isolato. Si presentano come fenomeni complessi e interconnessi, con configurazioni differenti a seconda dei fattori economici e sociali dei singoli territori.
Comprendere queste configurazioni significa passare dalla semplice osservazione delle disuguaglianze alla capacità di intervenire in modo mirato, prima che le fragilità si consolidino.
Fragilità e disuguaglianze: fenomeni interconnessi
Negli ultimi anni l’Italia ha mostrato una significativa capacità di adattamento agli shock economici e sociali, pur evidenziando alcune difficoltà nel consolidare un percorso di sviluppo duraturo e sostenibile. In questo quadro, le disuguaglianze hanno mostrato segnali di ampliamento anche in aree tradizionalmente più solide del Paese.
A queste dinamiche si affiancano:
- divari nel mercato del lavoro, in particolare per giovani e donne;
- trasformazioni demografiche legate al calo delle nascite e all’invecchiamento della popolazione, con effetti sulla crescita, la coesione sociale e la sostenibilità dei sistemi di welfare.

Dati integrati per un’analisi congiunta delle dinamiche sociali ed economiche
Il valore aggiunto del Monitor risiede nell’impostazione metodologica adottata, che mette in relazione in modo sistematico dinamiche economiche e sociali. L’integrazione delle informazioni è uno strumento per comprendere come condizioni economiche, assetti sociali e caratteristiche territoriali interagiscano tra loro, dando origine a specifiche configurazioni di fragilità e disuguaglianza.
Come sottolinea Paolo Venturi, direttore di AICCON, il progetto propone un vero e proprio cambio di paradigma:
“Finora le disuguaglianze sono state osservate e certificate per attivare soluzioni ex post. Lo sguardo di Intesa Sanpaolo è più evoluto perché legge le fragilità all’interno di un contesto, mettendole in relazione con fattori sociali, ambientali e relazionali.”
Una mappatura territoriale su scala provinciale
Un elemento distintivo del Monitor è l’attenzione ai territori, letti su scala provinciale. Le disuguaglianze vengono osservate superando una rappresentazione limitata ai livelli nazionale o regionale, per coglierne le specificità all’interno di contesti locali e di aree omogenee.
I territori emergono come sistemi complessi nei quali condizioni economiche, strutture sociali, offerta di servizi e dinamiche demografiche si combinano in modo differenziato, producendo esiti molto diversi in termini di benessere, vulnerabilità e sviluppo.

Uno strumento a supporto delle decisioni e delle politiche di intervento
Le evidenze prodotte dal Monitor non hanno una finalità esclusivamente descrittiva. Lo strumento è pensato a supporto delle decisioni strategiche e operative di Intesa Sanpaolo in campo sociale e come contributo alla definizione di interventi mirati, fondati sulla capacità di leggere i territori non solo come mercati, ma come comunità con bisogni e risorse diverse.
La conoscenza delle dinamiche locali consente di orientare con maggiore precisione l’azione nel sociale, abilitando interventi verso i contesti in cui il bisogno è più elevato e la capacità di risposta più debole.
Un strumento vivo, per un Paese più coeso
La Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze è uno strumento pensato per crescere nel tempo e alimentare un dialogo concreto tra Intesa Sanpaolo, istituzioni, imprese e attori territoriali, a favore di un Paese più coeso.
In questa prospettiva, il Monitor si configura come un contributo concreto alla costruzione di politiche di coesione basate su evidenza, capaci di intercettare le fragilità prima che si trasformino in esclusione.




